Archivi del mese: agosto 2010

Ahab, una re-VISIONE

Pubblichiamo in questo spazio, previo assenso dell’autore, la riflessione redatta dall’artista e scrittore Jude Quinn su Ahab, scritta di sua volontà, giunta a noi come inaspettato e splendido regalo.

Più di una recensione: una re-visione, re-invenzione, gestione di sangue proprio mischiato con quello che sgorga dall’album. Un incontro scontro confronto sano, onesto, artistico.

Ahab, Minstrel, 2009

dedicato a Mauro Ghilardini

“Ma non capisco il vuoto dentro me” recita “Alba”, un tentativo di districamento dallo spaesamento, un canto che s’innalza “schiavo del copione” ma “deciso ad innalzarsi”, supportato da un muro artistico che naviga alla ricerca di, non importa di cosa, ognuno lo capira’ per se’ ascoltando la propria sete di sangue dispiegata in strumenti di indagine proiettivi come tele d’espressionismo astratto di mattatoi in bianco e nero Rorschach, che per trovarsi, ritrovano ogni conoscenza fino all’essenza, come in una totale ricerca piegata al sé.
Ed è proprio questo “Ahab”, l’Alchimia di un’Attesa, il Desiderio e Miraggio di un Viaggio, non un’Utopia piu’ di quanto non lo sia la Vita, non un “Album” piu’ di quanto non lo sia un’Opera d’Arte, teatrale celebrazione tentacolare non piu’ di quanto lo sia un’Esca da raccogliere in bocca e con la quale sfigurarsi per tornare a respirare fuori dall’acqua.
Come le affermazioni coltellate che celebrano la cavalcata senza scampo dal nome di “Morte”. E allora sono 2001 le Morti che celebrano in Ahab i Minstrel, riti primitivi scalfiti supportati da un sudario sonoro granitico, per poi sussurrarci, in modo kubrickiano, come se niente fosse, come un’ultima stoccata nel petto, prima della chiusura della salma colta in flagrante nell’atto di calarsi, che c’è ancora una Voce, Feto nel Buio Siderale, Organismo Vivente nello Spazio, Ultimo Sussurro che Crede, Profeta Terrestre che Sceglie, dove nascondere cio’ che piu’ di prezioso possiamo concepire: la Rinascita di una Speranza, scia dopo i tramonti di un’Alba, inizio di un epilogo senza parole se non quelle piu’ vere perche’ non un pianeta qualsiasi il puro vede ma solo quello – Terra – dove e’ scolpita e vige la Vita, solo e unico “campo” dove puo’ rinascere, seme nel buio, ora vuoto riempito – che sia spazio mare o celeste – “perche’ l’inseguimento è proprio come un ritorno”, imparando a morire, ancora, con il “sangue da esibire”, come una fine scolpita in un progresso al contrario dove spingersi sempre “oltre”, per capire che le infinite possibilita’ del Presente
potrebbero nascondersi nella tana della nostra terra, proprio quella dove stiamo appoggiando i nostri piedi.

Jude Quinn

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Prog Archive Interview!

Ed ecco che, come promesso, a questo indirizzo trovate l’intervista fatta a Mauro da Torodd Fuglestegg, dell’interview team di ProgArchive.

Pubblichiamo qui la traduzione in italiano, per maggiore comodità dei lettori italiani.

Credo che la biografia dei Minstrel presente su ProgArchive sia particolarmente curata…
Grazie, sono felice che sul vostro sito siano reperibile parecchie informazioni sul gruppo: ci contiamo!

Ma perchè avete scelto questo nome? A quali band vi ispirate?
I Minstrel sono una formazione "storica" del panorama bergamasco nata, come si può leggere nella biografia, nel lontano 1991. Ai tempi il gruppo nacque come cover band di numerosi gruppi musicali metal e metal prog, fra cui Iron Maiden, Dream Theater, Whitesnake, Queensryche, Helloween and so on. Serviva un nome facile da ricordare e che desse l’idea del melting-pot di stili che si proponeva all’epoca e Minstrel fu il risultato naturale. Non so se fu per il pubblico che cominciò a seguirci con quel nome, o per fattori emotivi o per pigrizia, ma il nome rimase sempre quello.
Le fonti di ispirazioni musicali sono innumerevoli e mutano "come il mutar degli anni". Comunque sintentizzando ogni componente ha sempre avuto la possibilità di portare nel gruppo le proprie ispirazioni musicali, spesso anche in contrasto fra di loro. Avere buoni risultati nelle nostre canzoni è stato sempre difficile per questo motivo, abbiamo dovuto lavorare parecchio per creare un codice univoco, che contenesse queste idee musicali di diversa ispirazione.
Per esempio: io (mauro cantante) quando scrivo ho spesso in mente le soluzioni armoniche operistiche e il canto lirico che ho studiato e insegno. Giampaolo (drums) viene da una scuola jazz e da un background culturale di prog anni 80/90 (fates warning, dream theater, Queensryche). Michele (guitar) adora il vibrato di Malmsteen e il tocco di Hendrix. Alberto (il bassista che ha suonato in Ahab) viene da esperienze fusion e jazz.
Ce n’è per tutti i gusti!

Riguardo alle vostre uscite discografiche: quale pensiero (lungo o breve che sia) al riguardo di:
New Life from 1997

Fu il primo demo dove confluirono la prima selezione di canzoni prodotte dal gruppo. Nelle traccie, scelte fra quelle scritte arrangiate e prodotte nell’arco di circa 3/4 anni, si possono sentire i cambi di influenze di cui parlavamo prima. In tell me why ci sono riff in Maiden-style; New life è il primo tentativo di suite, ma con una struttura più rock che prog (più Savatage per intenderci); Alone with your shadow e winter star sono due semi-ballad che cominciano ad avere richiami progressive precisi, sia negli arrangiamenti più curati, sia nell’uso dei tempi dispari; Cloks of Chernobyl infine fu il nostro primo vero tentativo di brano prog. E riascoltandola oggi posso dire che già si sentiva l’impatto teatrale che esiste nella nostra musica: la costruzione delle strutture infatti fin da allora sembra sia stata stabilita pensando ad una ipotetica scena teatrale. Insomma Faust stava per nascere…

A tale proposito c’è qualche progetto di uscita discografica per questo demo in cd o digital download?
E’ una prospettiva allettante, ma non facile. Penso sia impossibile da trovare il master originale delle registrazioni, figurati. Credo esistano ancora delle copie del demo in casa del batterista. Comunque la musica di quel demo è davvero a tratti impresentabile, ha valore come ricordo personale anche se alcune buone idee in effetti c’erano. La casa discografica ci ha chiesto comunque una copia per il suo archivio, magari vedremo con lei se ha senso pubblicarle di nuovo su cd.

Faust from 2000
Registrato e mixato e masterizzato in meno di una settimana. Le canzoni le abbiamo suonate una volta, con poche correzzioni, a causa del poco tempo concesso dal budget. E’ lì che abbiamo deciso che, se mai ci fosse stato un altro album, l’avremmo gestito da soli, a casa nostra. Fortuna che la musica ITB ci è venuta incontro! Faust è stato un progetto ambizioso, forse troppo per i pochi mezzi che avevamo a disposizione, ma ci spingeva l’incoscenza giovanile e la volontà di provare strade nuove. A molti è piaciuto molto questo album: per l’impianto altamente teatrale, per le varie voci a dialogo, per la scrittura barocca dell’arrangiamento. Noi troviamo invece che alcuni momenti siano troppo pretenziosi: ma d’altra parte siamo spesso troppo autocritici.
Portare live il faust fu un vero e proprio casino, soprattutto a causa delle numerose comparse che ci dovevano cantare. Fu anche per questo che si decise che il prossimo concept sarebbe stato un monologo!

Ahab from 2009
Rispetto a faust la struttura di ahab fu stabilita fin dall’inizio: avevamo bene in mente dove servivano canzoni veloci, dove rallentare, dove fermarci e dove spingere di nuovo. Le canzoni quindi sono nate su un preciso "plot" e non è stato per niente facile gestire le varie dinamiche, anche se tremendamente divertente! Ci sono parecchi punti di contatto con Faust: la narrazione di un classico della letteratura, l’uso dell’italiano, la musica al servizio di momenti teatrali. Ma parecchie le differenze: uso di riff pesanti quasi metal, gestione del sound nella produzione e nel mix in puro stile americano, l’assenza di dialoghi. Per ascoltare Ahab dopo Faust bisogna cercare di riflettere che fra i due album sono passati 9 anni nei quali ognuno di noi ha compiuto musicalmente ricerche differenti. Inoltre lo spirito che anima i due personaggi principali del concept è praticamente agli antipodi: non potevano che nascere due album agli antipodi!
Un amico produttore mi ha chiesto dopo aver sentito Ahab: "ma siete ancora voi?!". La risposta non poteva che essere: "naturalmente NO! Come si può essere uguali dopo 9 anni?"
Parafrasando il grande regista Micheal Mann: non guardate da dove una persona proviene, la sola cosa che conta è dove uno è diretto.

Se non mi sbaglio entrambi gli album sono concept. Spiegaci per favore di cosa trattano
E’ subito detto: Faust narra la ricerca di un uomo che per la brama di conoscenza perde di vista sé stesso e la sua vita, ma dopo un viaggio che possiamo chiamare iniziatico, comprende che la vera vita non è nel trovare la destinazione, ma nel continuare a cercarla. Ahab narra la ricerca di un uomo che per la brama di conoscenza perde di vista sé stesso e la sua vita, ma insegue questa sua brama fino alla morte sua e di tutto il suo equipaggio. E per un simile comportamento non c’è che la dannazione, la morte. Anche se per noi la speranza in fondo c’è sempre, come dimostra mio figlio che recita la filastrocca alla fine dell’album…

Come si svolge la scrittura e il vostro processo creativo?
Ogni canzone ha un processo creativo a sé stante, difficile dare una precisa lista delle operazioni che si compiono. Per Faust abbiamo scritto molto insieme, cercando insieme soluzioni di produzione comuni. Per Ahab invece è stato un lavoro di arrangiamento e produzione su svariate idee musicali di tutti compiuto da me e dal chitarrista Michele. Il perché è presto detto: il gruppo praticamente non esisteva più. I vari componenti seguivano strade musicali diverse, eppure negli anni si erano raccolte tante idee musicali sul plot iniziale di Ahab, e a mio avviso e di Michele avevano assolutamente dignità di pubblicazione. Gli altri ci hanno aiutato tantissimo al riguardo, anche solo fidandosi tanto del nostro operato in sede di produzione artistica. Non c’è che ringraziarli per questo.

Molti lettori del portale ProgArchive non conoscono la vostra musica. Come potete descriverla a coloro che non hanno famigliarità con il sound della vostra band?

Non abbiate nessun preconcetto: i Minstrel tentano puro teatro attraverso una musica che segue codici musicali sempre diversi, fra i quali spicca il progressive (a volte rock, a volte metal). William Dollace mi scrisse una volta: "basterebbero poche parole a descrivervi: Alba, Morte! Alba…" ed effettivamente è proprio questo il percorso emotivo che tentiamo di descrivere nei nostri album: vita, morte, rinascita.

I Minstrel fanno concerti o siete una band con soli progetti studio?
Come dicevo prima i Minstrel sono tuttora un gruppo sciolto. Naturalmente siamo rimasti tutti in contatto e non nego che il vecchio bassista Marco (presente in new life e faust) sta tentando di rimetterci tutti insieme per portare Ahab in alcuni teatri di Bergamo. Per ora è tutto "in fieri" quindi preferisco rispondere che i Minstrel sono ora come ora uno studio project.

Qualche membro dei Minstrel è implicato in altre band o progetti musicali paralleli?
Certo. Alberto suona con una band fusion chiamata Modal Sound Trio il cui cd è uscito anche esso nel 2008 per la BTF e in un altro gruppo jazz. Inoltre insieme suoniamo in una band dove esistono solo due regole: si suonano solo cover riproposte in chiave acustica e non bisogna fare prove! Michele e Gianpaolo stanno seguendo un progetto parallelo di musica rock classico, mentre io sto scrivendo nuovo materiale collaborando con due miei amici che reputo straordinari: lo scrittore William Dollace ai testi e il compositore Francesco Maffeis, che è anche il mio organista/pianista di fiducia quando faccio concerti classici.
Insomma, ci teniamo occupati!

La musica è la vostra occupazione principale o svolgete un lavoro diverso durante il giorno fuori dalla scena musicale?
Nessuno di noi lavora solo con la musica. Parlando personalemte mi succede a volte di tenere lezioni di analisi musicale nei licei e ho una cattedra in una scuola a Bergamo come insegnante di canto. Ma questo non basta per vivere decentemente con una famiglia in Italia. Poi tutti abbiamo famiglia e lavorare con la musica spesso significa sacrificare molti momenti che potremmo vivere insieme.

Avete ultime news riguardo la band o i vostri programmi per il questo e l’anno prossimo?
Sul fronte Minstrel c’è poco. Resterò in attesa di vedere come gli altri preparano l’eventuale live di Ahab e se qualcosa si muove sicuramente lo faremo sapere, anche su queste pagine! Personalmente credo che il mio progetto personale mi terrà occupato per tutto l’anno prossimo. Ora siamo alla preproduzione delle primissime traccie, tutto è ancora molto grezzo, primordiale. Ma gli obiettivi espressivi delle canzoni sono ben chiari in testa e questo è già un bel passo avanti!

Per concludere questa intervista, c’è qualche cosa che vuoi aggiungere?
Vorremmo ringraziare Prog archive naturalmente, sia per questa intervista, sia per tutte le persone che da questo portale sono giunti a noi, anche scrivendoci in privato per consigli, ascolti e discussioni. Grazie inoltre a tutti coloro che hanno voluto trovare il tempo per scrivere parole e pensieri sulla nostra musica. Spero che questa intervista abbia aiutato a comprendere meglio le ragioni che ci hanno spinto e ci spingono tutt’ora a esprimere le nostre visioni attraverso il codice musicale e auguro a tutti voi un buon cammino, basta quello a mio avviso per fare arte. Come disse lo straordinario Magritte: “Il mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire ad essere felici non è fortuna: è arte allo stato puro.” PROG ON!


Nuove recensioni

In breve: sono uscite due nuove recensioni di Ahab.
La prima su Classix magazine a firma di Cesare Granada, reperibile naturalmente solo in edicola. La seconda su Arlequis di Peppe di Spirito.
Ringraziamo entrambi i giornalisti per le ottime riflessioni e gli spunti offerti!
A breve pubblicheranno anche un’intervista fatta a Mauro da parte di Progarchive ( fra parentesi anche su progarchive alcuni utenti hanno offerto le loro parole per recensire il nostro album: GRAZIE!)
So Stay tuned, as usual!


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