Prime analisi di una scelta…

Dopo aver lavorato per circa una cinquantina di ore al nostro nuovo CD, posso già tirare un piccolo bilancio e fare alcune riflessioni, che reputo indicative… Il punto cruciale di tutta la faccenda è capire se l’idea di realizzare il CD a casa mia, si sta rilevando positiva, o meno, ma facciamo un passo indietro. L’idea di provare a fare tutto da soli è nata in me nel Marzo del 2000, quando con i Minstrel incidemmo Faust, presso un noto studio della bergamasca… Per quanto mi riguarda, l’esperienza fu alquanto traumatica perché, nonostante fossimo preparati ed il personale dello studio decisamente professionale, molto di ciò che pensavamo di fare fu accantonato a causa della mancanza di tempo e denaro.

Da quella esperienza mi promisi, che se mai mi fosse capitata un’altra occasione, per incidere della musica, lo avrei fatto in maniera diversa e siamo ai giorni nostri… Confesso che effettivamente le difficoltà sono moltissime e preciso che sono imputabili più alla nostra inesperienza, che ai mezzi tecnici di cui disponiamo. Con poche migliaia di euro, la tecnologia odierna permette di allestire un discreto home studio recording, cosa che fino a qualche anno fa era impensabile, ovviamente però sta all’abilità di chi usa questi mezzi riuscire ha trovare il bandolo della matassa. Fatto sta, che i Minstrel hanno avvallato questo mio azzardo ed ora ci ritroviamo nel bel mezzo del fiume in piena… ma come sta andando?

Per il momento direi bene!

Nel nostro piccolo, abbiamo finalmente l’occasione di incidere la nostra musica, come fanno i professionisti, cioè senza limiti di tempo. Molto spesso i big entrano in studio con una manciata di idee e poi lavorando a stretto contatto con: musicisti, produttori, tecnici del suono, arrangiatori ed altre figure professionali, se ne escono con il prodotto finito e pronto per essere mandato in stampa. Lavorare in questo modo, permette un maggiore sviluppo della creatività e permette alle idee di raggiungere il giusto grado di maturazione all’interno del progetto, che di giorno, in giorno si sviluppa e si arricchisce. Per quanto riguarda noi Minstrel, abbiamo iniziato le sedute di registrazione avendo già una discreta consapevolezza di ciò che volevamo raggiungere (consapevolezza maturata negli anni di lavoro in sala prove), in più, di registrazione, in registrazione, stiamo scoprendo i benefici del "lavoro da studio", che per ovvie ragioni, fino ad oggi non abbiamo mai potuto sperimentare.

Insomma, nonostante il carico di lavoro sia davvero enorme, credo proprio che ne valga la pena, anche perché stiamo accumulando esperienza in un campo a noi pressoché sconosciuto, quindi quando si impara qualcosa, il bilancio non può che essere positivo.

Alla prossima…

Ciao.

Michele.

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3 responses to “Prime analisi di una scelta…

  • utente anonimo

    mi fa piacere!

    ma vi fate anche il master?

    sti cazz
    demian

  • utente anonimo

    In teoria, proveremo a fare tutto da soli, in pratica, valuteremo volta per volta in base ai risultati raggiunti. Per esempio, se i risultati del mixaggio, non dovessero convincerci, nulla ci impedirà di prendere tutto il materiale registrato e portarlo in un vero studio professionale… Stesso discorso per il mastering…

    Ciao.

    Michele.

  • minstrel

    Esatto! Tempo al tempo! Oggi nuovo post con foto dell’albertone alle prese con gli slap!

    stay tuned (aeee!)

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