Archivi del mese: ottobre 2006

Una prima mixata…

Sabato 28 abbiamo fatto ascoltare le registrazioni della batteria e del basso, finora effettuate, a Giacomo: un fonico incredibilmente dotato.
In un’oretta scarsa ha ascoltato la batteria de "il rampone" e ha cercato di sistemarla alla bene e meglio, in modo da fornirci un primo assaggio dei suoni possibili di Ahab.

Entusiasmante direi!
Dovremo sistemare le takes in modo preciso e senza sbavature, ma comunque le registrazioni le stiamo compiendo abbastanza bene; tanto bene, almeno, da poterci giocare decentemente in fase di mixing!

Sabato nuova sessione di Alberto dove tenteremo "rampone" e "caccia".
Stay tuned!

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Bass session: primo giorno

Ed eccoci dunque a descrivere il primo giorno di registrazione di Alberto, il bassista.
Il nostro "eroe" ha inciso sabato 21 ottobre 2006, dalle 14:00 fino alle 18:30 inoltrate, fornendo ottime tracks.

Prima di inoltrarci nelle canzoni finite precisiamo il set-up di Alberto:

set-up

  • Amplificatore: SWR 350
  • Cassa: SWR working man’s 4x10T
  • Basso 4 corde: Status Classic
  • Basso 5 corde: Ibanez BTB 405
  • Compressore: Behringer AUTOCOM PRO-XL MDX1600

Abbiamo notato che , per la particolare conformazione dei pick-up e del manico, il basso a quattro corde va benissimo per le canzoni veloci, ricche di parti all’unisono con la chitarra; viceversa il cinque dell’Ibanez, grazie anche all’equalizzazione attiva sul ponte, riesce a creare il suono giusto per i momenti più lenti o, all’opposto, più heavy.

un bell'uno!La registrazione del basso avviene contemporaneamente su due traccie:

La prima riprende il basso direttamente dalla DI dell’amplificatore (ricco di definizione, povero di bassi); la seconda il suono viene ripreso dalla microfonazione di un cono della cassa. Il microfono è esattamente quello utilizzato per la cassa della batteria. (ricco di bassi, con poca definizione)

L’unione e il mixing di questi due suoni verrà poi deciso, naturalmente, in sede di mixaggio.

Tornando a noi. In base dunque alle caratteristiche del pezzo, abbiamo scelto il basso che ritenevamo più adatto, mantenendo per tutti la stessa microfonazione e, al massimo, compensando i picchi.

In particolare, ecco quello che Alberto è riuscito a portare a termine Sabato, comprese le nostre scelte:

  • Vendetta: suonata prima completamente, poi corretta nelle parti più veloci. Successivamente abbiamo affrontanto la questione degli slap che caratterizzano il pezzo, cercando di registrarne tre o quattro versioni differenti e alla fine scegliendo i migliori. Alla fine ne siamo completamente soddisfatti! Ha usato naturalmente il quattro corde.
  • Leva l’ancora: dopo aver discusso brevemente su quale basso utilizzare Alberto l’ha registrata, più o meno in una sola sessione, con il quattro corde.
  • Alba: indecisi su quale basso usare, ha registrato l’intero pezzo due volte, prima con il quattro corde, poi con il cinque. Con le correzioni di entrambe queste versioni e la riscrittura seduta stante di alcune parti lacunose, il pomeriggio se n’è andato…

durante alba

Mercoledi sera nuova breve session, probabilmente per la registrazione di "Rampone".
Stay tuned! 


Prime analisi di una scelta…

Dopo aver lavorato per circa una cinquantina di ore al nostro nuovo CD, posso già tirare un piccolo bilancio e fare alcune riflessioni, che reputo indicative… Il punto cruciale di tutta la faccenda è capire se l’idea di realizzare il CD a casa mia, si sta rilevando positiva, o meno, ma facciamo un passo indietro. L’idea di provare a fare tutto da soli è nata in me nel Marzo del 2000, quando con i Minstrel incidemmo Faust, presso un noto studio della bergamasca… Per quanto mi riguarda, l’esperienza fu alquanto traumatica perché, nonostante fossimo preparati ed il personale dello studio decisamente professionale, molto di ciò che pensavamo di fare fu accantonato a causa della mancanza di tempo e denaro.

Da quella esperienza mi promisi, che se mai mi fosse capitata un’altra occasione, per incidere della musica, lo avrei fatto in maniera diversa e siamo ai giorni nostri… Confesso che effettivamente le difficoltà sono moltissime e preciso che sono imputabili più alla nostra inesperienza, che ai mezzi tecnici di cui disponiamo. Con poche migliaia di euro, la tecnologia odierna permette di allestire un discreto home studio recording, cosa che fino a qualche anno fa era impensabile, ovviamente però sta all’abilità di chi usa questi mezzi riuscire ha trovare il bandolo della matassa. Fatto sta, che i Minstrel hanno avvallato questo mio azzardo ed ora ci ritroviamo nel bel mezzo del fiume in piena… ma come sta andando?

Per il momento direi bene!

Nel nostro piccolo, abbiamo finalmente l’occasione di incidere la nostra musica, come fanno i professionisti, cioè senza limiti di tempo. Molto spesso i big entrano in studio con una manciata di idee e poi lavorando a stretto contatto con: musicisti, produttori, tecnici del suono, arrangiatori ed altre figure professionali, se ne escono con il prodotto finito e pronto per essere mandato in stampa. Lavorare in questo modo, permette un maggiore sviluppo della creatività e permette alle idee di raggiungere il giusto grado di maturazione all’interno del progetto, che di giorno, in giorno si sviluppa e si arricchisce. Per quanto riguarda noi Minstrel, abbiamo iniziato le sedute di registrazione avendo già una discreta consapevolezza di ciò che volevamo raggiungere (consapevolezza maturata negli anni di lavoro in sala prove), in più, di registrazione, in registrazione, stiamo scoprendo i benefici del "lavoro da studio", che per ovvie ragioni, fino ad oggi non abbiamo mai potuto sperimentare.

Insomma, nonostante il carico di lavoro sia davvero enorme, credo proprio che ne valga la pena, anche perché stiamo accumulando esperienza in un campo a noi pressoché sconosciuto, quindi quando si impara qualcosa, il bilancio non può che essere positivo.

Alla prossima…

Ciao.

Michele.


Domani inzia Alberto!

Da domani si comincia con le sessioni di registrazione del bassista.

Abbiamo in questi giorni riascoltato le traccie di batteria e risolto alcuni problemi legati al software che stiamo utilizzando. Per fortuna nulla di veramente serio.
Stay tuned!


Parola di Batterista!

Come promesso ecco le righe scritte da Gianpaolo, all’indomani della conclusione delle sue sessioni di registrazione.
Buona lettura and stay tuned!

Carpe diem quam minimum credula postero (cogli l’attimo, confidando il meno possibile nel futuro), affermavano i nostri bis-bis-bis nonni, eppure se noi MINSTREL non avessimo confidato in un futuro più roseo e denso di sogni, forse il presente risulterebbe ancora più offuscato: dopo svariate vicissitudini (l’elenco è di quelli che fa rabbrividire…), cambi di rotta e lieti eventi, siamo ancora qui con i ferri del mestiere in mano!
Ebbene sì, la famiglia MINSTREL (particolare sì, ma a passo con i tempi), sanguinante, ma non sconfitta, ha ripreso in mano le redini e si appresta a ritornare: abbiamo succulenti idee, nuove sensazioni da trasformare in musica e una grande storia da raccontare.
Se vi siete già rotti le p**** tranquilli, messa a punto la dovuta cornice, veniamo al sodo: oggi 12 Ottobre 2006, giorno insignificante ai più (non ricordo neppure un Santo in particolare…), è per me IL GIORNO che finirà negli annali…
HO CONCLUSO LE REGISTRAZIONI DI BATTERIA DI AHAB, caraffe di sudore versato, notti insonni a pensare dove porre l’accento, come groovare (?), come fermarmi; menate di routine per chi tenta di cimentarsi in qualche cosa di artistico.
Ho registrato circa cinquanta minuti di musica intensi, appeso ad un metronomo che mi martellava, con il solo imperativo di seguirlo: esempio calzante di chi incontra una sua creatura maledicendo il giorno del suo concepimento. Colmo di tante idee mutate negli anni e un po’ di ruggine nelle ossa (Faust risale a più di sei anni fa…), ho partorito con sofferenza questo lavoro, cercando di disegnare un rigo sul quale gli altri ragazzi (un tempo…), andranno a porre il loro sigillo musicale.
Ho seguito la collera di Ahab e l’ho accompagnata lungo tutto il suo folle ed inesorabile incedere, rivelando la sua fine ed il mio (ri)inizio: almeno per una volta: "Il naufragar m’è dolce in questo mar".
Se decidete di contattarmi all’indirizzo e-mail:
gianpaolo@minstrel.it cercate di avere pazienza perché raramente scarico la posta, ma sicuramente presto o tardi vi risponderò!

Un abbraccio Paolo.


Sempre a proposito del “dove”…

Riprendendo il tema centrale di questo precedente post, postiamo la foto (semi)aerea della casa dove ha sede lo studio di registrazione di "Ahab" e dove si consumano spesso e volentieri delle cene favolose, dopo le sessions.
Scusate se è poco…

Stay tuned!


E il batterista ha finito!

Ieri sera Gianpaolo ha finito di registrare le sue parti, compresa quella "morte" che tanto ci preoccupava.
Mancano solo le percussioni che verranno decise direttamente sui pezzi quasi conclusi e in base all’arrangiamento prescelto.
Ecco le parole di Michele, il chitarrista, che ha effettuato tutte le sessioni di registrazione:
"Direi che è stato molto bravo e che durante le sedute di registrazione sono uscite anche delle belle idee."

Cominciamo inoltre a capire meglio quando durerà la nostra nuova fatica.
Gianpaolo ha registrato 8 pezzi per un totale di circa 47 minuti, calcolando che poi ci sono Il Presagio ed Il Delirio in cui non suona e due probabili mini dialoghi di apertura e chiusura, il CD dovrebbe andare intorno ai 55 minuti complessivi.

Sabato pomeriggio inizia Alberto con il suo basso a 5 corde e a breve si pubblicherà qui uno scritto del batterista con le sue impressioni su queste sessioni.
And so… ok, avete capito: stay tuned!


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